Sudan: 2 milioni di persone rischiano il genocidio

Quasi due milioni dipersone sono vittime della “pulizia etnica” messa in atto dal regime islamico-militare diKhartoum, in Sudan, il più esteso Paese dell’Africa, dal 1983 sconvolto da una guerra civileche ha causato, direttamente e indirettamente, la morte di oltre 1 milione e mezzo di persone.A dare l’allarme sulle poche possibilità di sopravvivenza che restano ai “Nuba” – unapopolazione del centro-sud del Paese composta da 52 gruppi etnici – sono una serie diassociazioni (Pax Christi, Acli, Aman, Arci, Caritas Italiana, Comunità Nuova, Cuore Amico,Mani Tese, Nigrizia, Osservatorio diritti dei Popoli, Solidarietà Italo Sudanese), promotrici della”Campagna italiana per la pace e il rispetto dei diritti umani in Sudan”. Il 27 ottobre, a Roma(ore 11, Sala della stampa estera), queste associazioni organizzano una conferenza stampaper chiedere “che l’Onu si impegni per l’apertura di un corridoio umanitario che permettal’accesso ai Monti Nuba, in modo da soccorrere la popolazione civile superstite”. I Monti Nuba,si legge infatti in una nota, sono “una delle zone più inaccessibili del pianeta”, dove un’interapopolazione rischia il genocidio, “affermando il proprio diritto di sopravvivenza contro unregime che vuole annientarli” per impadronirsi delle risorse economiche della zona , una dellepiù ricche del Paese. “I villaggi ribelli Nuba – si legge ancora nella nota – sono razziati, i raccoltidistrutti, la gente ammassata nei ‘campi della pace’ e le donne assegnate come concubine aisoldati della milizia islamica”.