Le “omelie civili” di mons. Tettamanzi

Sotto questo titolo l’arcivescovo diGenova, mons. Dionigi Tettamanzi, ha raccolto il contenuto degli incontri tenuti in cattedralenello scorso anno pastorale. Tettamanzi ha motivato questa sua catechesi, aggiornata su temidi attualità, facendo riferimento al compito della Chiesa che, ha detto, “per evangelizzare inmodo consapevole deve essere capace di osservare la realtà e di discernere la situazioneentro cui oggi si muove. Deve stabilire un progetto di presenza e azione nella storia, deveverificare i passi compiuti, decidendo in modo consequenziale i passi che ancora deve fare”.Secondo Tettamanzi, anche ai giorni nostri, la fede può essere criterio di interpretazione dellarealtà. E’ un modo di vedere, di giudicare, di valutare i problemi, i fatti e le situazioni. “Icredenti – afferma nel suo libro – hanno in sè il pensiero di Cristo”. Tra gli argomenti trattati sisegnalano – per la specifica competenza del relatore – quelli sulla illegalità e sulla eutanasia.Per il primo Tettamanzi, denuncia che “le radici della mala pianta dell’illegalità risiedonosoprattutto nella mancanza di una morale secondo verità”. Per il problema dell’eutanasia,l’arcivescovo spiega che “l’uomo non appartiene a se stesso, bensì a Dio, in tutto il suo essereed esistere. Dunque anche la vita e la morte sono proprietà di Dio”.