Istituti quali la “Sacra Famiglia” diCesano Boscone (Milano), l’Opera Don Guanella, la Fondazione Don Gnocchi, la Lega delFilo d’Oro, l’Anffas, il “Serafico” di Assisi e altri di più piccole dimensioni sono preoccupati perl’ipotesi di trasferire migliaia di persone assistite con handicap e minorazioni gravi allacosiddette “residenze sanitarie assistenziali”. “In Italia si tratta di circa 10 mila persone -dichiara al Sir il direttore della “Sacra Famiglia”, dott. Vittorio Coralini – per le quali laprospettiva potrebbe essere di passare per buona parte a carico delle famiglie o dei comuni.Ma come è possibile pensare che soggetti con gravissime disabilità possano essere accolti eassistiti dai parenti, assumendo spese di 200-300 mila lire al giorno? Per una famiglia sarebbeinsostenibile”. La “Sacra Famiglia” ospiterà lunedì prossimo, 20 ottobre, il presidente dellaRepubblica, Oscar Luigi Scalfaro. “Al presidente faremo incontrare i nostri assistiti, per lo piùportatori di gravissime disabilità e pluriminorazioni. Ci siamo sempre battuti perchè i tagli noncolpiscano i più deboli, che non hanno spesso nemmeno la voce per parlare e le gambe permuoversi. Una sospensione dei trattamenti per molti di loro significherebbe sicura einarrestabile regressione”. Nel campo dell’assistenza ai gravissimi sono impegnati in Italiacirca 10 mila addetti, per lo più tecnici specializzati. Una restrizione finanziaria verso il settoresignificherebbe anche sicura perdita di posti di lavoro.