I funerali di mons. Di Liegro: l’omelia del card. Ruini (2)

Ripercorrendo le tappedel suo impegno nella Caritas e in Vicariato, il card. Ruini ha definito don Di Liegro”l’animatore di una grande e multiforme corrente di volontariato”, capace di “coinvolgere leparrocchie, le comunità religiose, ogni realtà ecclesiale”. Don Luigi, per il cardinale, “eraugualmente attento a quella duplice dimensione della carità di Cristo per cui essa si prendecura diretta e immediata delle persone e delle famiglie che soffrono e al contempo si impegnaper rimuovere le cause della povertà e dell’ingiustizia e per cambiare e rinnovare la mentalità ela cultura”. In più, “egli ha creduto che la fraternità e la solidarietà possano e debbanomobilitare ogni coscienza ed ogni istituzione e perciò ha cercato e promosso la più ampiacollaborazione, nel servizio dei poveri, con gli organi civili, pubblici e privati”. Centri di ascolto,mense, dormitori e poliambulatori, case per gli ammalati di Aids, la fondazione antiusura: conquesta “sorprendente serie di iniziative”, secondo il card. Ruini, mons. Di Liegro “harappresentato, con singolare efficacia, il volto autentico della Chiesa di Cristo, non solo qui aRoma ma in Italia e anche al di là dei nostri confini. E, insieme al volto della Chiesa, ha resovisibile il profilo autentico del prete romano”. “Don Luigi – ha concluso il cardinale – continua acamminare con noi e vuol servire con le nostre mani quei poveri per i quali ha speso la vita”.