Non mancano segni di speranza nella lotta alla droga

E’ quanto sostienemons. Mario Zenari, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle NazioniUnite a Ginevra, intervistato dal Sir in margine al convegno sulla droga, che si conclude oggiin Vaticano. Nella lotta alla droga, afferma Zenari, “ci sono segni che ci inducono alla speranzae dobbiamo evidenziarli. É interessante notare che alcuni programmi statali hanno cambiatonome da ‘antidroga’ e sono diventati ‘pro-vita’. Questo perché invece di parlare dell’aspettonegativo si tende a sollecitare i giovani verso grandi progetti sociali come la cura dei piùdeboli, la solidarietà verso i più sfortunati, l’impegno sociale ecc. Anche lo sport può essere unmezzo educativo importante”.”La Chiesa – nota Zenari – ha un compito particolare proprio nella direzione della riduzionedella domanda. Il compito specifico della Chiesa è quello di riuscire a rinnovare il suoimpegno, dare indicazione ai pastori, agli educatori, ai parroci ed alle diocesi di agire per unaprevenzione a largo raggio. Questa è la nostra collaborazione più richiesta e più apprezzata.La repressione è sicuramente necessaria ma bisogna ridurre la domanda”.