Federico Doglio, criticoteatrale, autore di una approfondita storia del teatro e, tra l’altro, membro della Commissioneartistica-culturale per il Giubileo, si dice “sorpreso” per il premio Nobel per la letteraturaconferito a Dario Fo. “Non me lo aspettavo. – ha dichiarato Doglio al Sir – Certamente hagiocato un ruolo decisivo nell’attribuzione di questo premio il successo internazionale che Foha avuto in questi anni: i suoi testi sono stati rappresentati e tradotti in tutto il mondo,nonostante la difficoltà a tradurre le particolarità linguistiche che presentano. Dario Fo è unodegli autori teatrali italiani più conosciuti all’estero”.Il rapporto di Dario Fo con il sacro, spiega Doglio, “oscilla tra il desiderio di essere l’eco delleistanze popolari che esprimono una fede genuina attraverso i riti e le tradizioni, e la visionescherzosa, la parodia della religiosità. Parodia che diventa sempre, in qualche modo, politica.Basti ricordare, in proposito, l’attacco a Bonifacio VIII”.