A Camerino il terremoto ha distrutto metà dei borghi storici

Lo ha riferito al SirAngelo Antonio Bittarelli, direttore de “L’Appennino Camerte” (il settimanale diocesano diCamerino), spiegando che a Camerino (Macerata), a causa del terremoto, “metà dei borghinon sono più agibili”, compresi due terzi delle 500 piccole chiese al centro di ognuno di essi.Nei borghi, “gruppetti di case, ognuna come un museo della civiltà contadina e intorno campialberati, le mucche dell’aratro, animali di bassa corte, e in mezzo la chiesa, cinquecentochiese, tutte umili come i borghi, ma pulsanti sui campanili a scandire la vita nei fatti quotidianie nelle riunioni di chiesa”. La gente, ricorda ancora Bittarelli, “appoggiava la propria vita allachiesa. Ogni chiesa uno stile, tirata su da muratori, le più simili alle altre eppureappassionatamente distinte, come le case rurali, tutte eguali e tutte diverse”. NeancheCamerino è più agibile: “mentre si spera, si teme ancora. La gente fugge, si sente il vuoto, sisente il terremoto individualmente come una psicosi. Il terremoto lo vivi, ti morde. Ti mettesopra al suo tremare. E tremi anche tu, con spavento”.