“Un tentativo di esautoramento della famiglia, prima garante dei figli minori, anche neiconfronti dei media”. Così, in un comunicato stampa, l’Associazione italiana Genitori (Age)protesta per il criterio con cui si è deciso di procedere nella scelta dei membri dellacommissione di revisione cinematografica e televisiva, la cosiddetta commissione censura,che si occupa di concedere il nulla osta ai film in uscita.La legge 203/95 stabilisce la presenza di 4 genitori su 11 membri di ogni sezione dellaCommissione. Ma, si legge nel comunicato, “questa legge, a due anni e mezzodall’approvazione, non è stata ancora attuata”. Intanto, nei giorni scorsi, il vice-presidente delConsiglio Veltroni ha presentato un decreto legislativo in cui, si legge ancora nel comunicato,”con l’occasione dello snellimento delle procedure, si tenta di stravolgere la legge 203/95 nellalettera e nello spirito, dimezzando la presenza di genitori da due a quattro e lasciando inveceinvariato il numero dei rappresentanti di categoria”. La protesta dell’Age si aggiunge a quelladi ieri del Coordinamento per la comunicazione (Copercom) che raccoglie 20 associazioni diispirazione cattolica impegnate a tutela dei diritti dello spettatore.