E’ quanto si afferma,provocatoriamente, in un articolo sull’ultimo numero del mensile “Letture” delle Edizioni SanPaolo. “Due sono le caratteristiche del rapporto tra filosofia e cristianesimo nell’epocacontemporanea – si legge nell’articolo di Maurizio Schoepflin -; la prima è che il messaggiocristiano continua ad essere uno degli interlocutori privilegiati del pensiero, uno degli eventinodali non aggirabili della storia e della cultura dell’umanità: i filosofi parlano molto e volentieridi Cristo, anche se il dialogo spesso, non è dei più tranquilli. “La seconda caratteristica,secondo Schoepflin, è il timbro personale che pressoché tutti i filosofi hanno conferito al lorodiscorso su Gesù Cristo e il suo annuncio”. Anche il filosofo Gianni Vattimo, nel suo recente’Credere non credere’, afferma che non esiste un discorso sulla religione che non sia ‘in primapersona’.”Questo atteggiamento, l’atteggiamento di chi si sente direttamente coinvolto in ciò di cui sidiscute – si legge ancora nell’articolo – è ampiamente reperibile in quasi tutti i filosoficontemporanei che si sono rapportati al cristianesimo” e conduce a rigettare l'”equivoco, in cuisi è caduti sin troppo spesso, che la filosofia contemporanea nella sua interezza si sia postadinanzi al cristianesimo con intenti soltanto polemici”.