Terremoto: nella ricostruzione “Fondamentale il ruolo delle Chiese locali”

E’quanto afferma mons. Duilio Corgnali, Presidente della Federazione Italiana SettimanaliCattolici (Fisc), in una nota sul prossimo numero del Sir. Mons. Corgnali, che è anche direttoredel settimanale diocesano ‘La vita cattolica’ di Udine, ricorda il terremoto del Friuli e loconfronta con quello che ha colpito Umbria e Marche: “per noi che l’abbiamo vissuto, si trattadi un evento tragico che riporta a galla paure e indicibile sofferenza. Ancora una volta – scrivemons. Corgnali – il terremoto ha messo a nudo la realtà: la ricchezza di un patrimonio culturalee umano, la realtà di Paese, la precarietà della condizione urbanistica generale e una certaimpreparazione ai disastri. Il circo massmediale ha documentato l’affanno e i ritardi, il piantodella gente e la protesta”. Secondo mons. Corgnali, adesso, vanno “indicate alcune priorità.Anzitutto la gente. Non va emarginata dal processo ricostruttivo. Va coinvolta invece, e subito,nella prospettiva di rinascita”. E poi, nell'”immane fatica, che è il dopo-terremoto, un ruolofondamentale l’hanno le chiese locali. Decisiva è stata la presenza della Chiesa in Friuli.Altrettanto può e deve esserlo quella delle chiese in Umbria e nelle Marche. Non si potràsfuggire al coinvolgimento e alla ‘compassione’ col popolo, alla partecipazione sofferta cioècon le comunità e le singole persone. Le chiese possono molto nell’incanalare l’emozione e lesperanze in progetti rispettosi delle persone e della cultura della gente. Molto possono nellavigilanza e nella resistenza a progetti fuorvianti o a ritardi inammissibili. L’estraneità, oltre checolpevole omissione, condurrebbe a esiti nefasti”.