“E’ quanto afferma,in una nota sul prossimo numero del Sir, il teologo p. Enzo Franchini, commentando il 23°Congresso eucaristico nazionale, conclusosi ieri a Bologna. “L’organizzazione – osserva p.Franchini – è stata imponente e al tempo stesso duttile. Alla vigilia erano in molti a pensare auna prova di forza, con gli immancabili sospetti di sfarzo propagandistico e di volontà dirivincita. Nei fatti, il congresso è stato festoso, nient’affatto miliziano”.Secondo p. Franchini, si è osservata nei fatti “la voglia del popolo cattolico di `scendere inpiazza’. Non per manifestare contro qualcuno o chiedere qualcosa” ma semplicemente per “lavoglia di riconoscersi. Non si parli di ‘vetrina’ cattolica, tanto meno di plebiscito. Questa gentecerca di esprimere la fede in modo immediato e partecipativo. Forse il termine da preferire èancora quello di festa, di `domenicalità'”. “Quello che non è stato certamente equivoco – osserva p. Franchini – è il bisogno dipreghiera”. “L’istanza che a Bologna è dominata su tutte” è stata “il riconoscimento del primatodi Gesù, chiaro, fedele: il Gesù della presenza eucaristica”.