L’annunciodel varo da parte della Cei della tivu cattolica costituisce secondo l’Aiart (Associazionespettatori) “una decisione molto importante che apre una strada nuova alla comunicazione delMessaggio della salvezza”. “Noi riteniamo che accanto a questa iniziativa – aggiunge il vice-presidente nazionaleGiovanni Fallani – sia necessario anche aprire strade nuove ai contatti umani reali, vivi, facciaa faccia”.Secondo Fallani, questa “è la strada percorsa dall’associazionismo cattolico da oltre centoanni”. “Nel nostro caso – prosegue – si potrebbe dire che, fatta la televisione, ora non rimaneche fare gli spettatori. Cioè riteniamo molto importante spiegare alla gente che cosa è latelevisione, come si fa a distinguere la realtà dalla ‘rappresentazione’ della realtà. E qui si puòrisolvere il problema, con il convincimento, la testimonianza sul territorio, la formazione deigiovani”.Il vice-presidente nazionale dell’Aiart, aggiunge che anche la novità della tv, dovrebbe offrire aicattolici lo spunto per pensare “piani, progetti, strategie per questo aspetto del problema cheriguarda non tanto i mezzi, ma le persone e i loro rapporti formativi, educativi e ditestimonianza nella società e nella cultura”.