Nota settimanale

“Tuttavia la questione dell’identità non è propriamente unaquestione politica: rischia di diventarlo proprio per questa sensazione di vuoto che moltiavvertono. Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che questo vuoto è frutto di lunghi anni incui soprattutto si è consumato, e si è teorizzato, un sostanziale nichilismo. Per i filosofi ilnichilismo è un complesso sistema di pensiero, per la gente comune è questa sensazione dinulla che sempre più ci capita di constatare. A lungo andare però questa esperienza di vuoto(quando non sfocia nella violenza o nella dissipazione), suscita domande, sollecita risposte.Così la domanda di senso, scacciata dalla porta come antimoderna, rientra dalla finestra.Anche in forme disordinate. E quello che vale per le persone vale anche per le comunità, e perle nazioni.A modo suo Indro Montanelli in un fondo sul Corriere della Sera ha espresso questo statod’animo, ed ha fatto appello al Papa. Sì, perché, nonostante tutto, se la nazione italiana (nonsemplicemente lo Stato) avverte questa sensazione di vuoto, non può che ritornare adinterrogarsi sullo specialissimo legame che la lega con il cattolicesimo.Se da parte dei non credenti, che tuttavia non negano questo legame, si tratta di modularenuovamente il famoso detto crociano “non possiamo non dirci cristiani” (e Montanelli lo fa conla sua ben nota impertinenza), per i cattolici l’impegno è duplice”. (segue)