Nota settimanale

pubblichiamo il testo della nota Sir di questa settimana -Chi l’avrebbe mai detto che la bandiera tricolore, dopo centocinquant’anni (e duecento dallasua prima apparizione a Reggio Emilia), potesse tornare oggetto di dibattito, di divisione, discontro, anziché motivo di unione. Proprio la bandiera che per lunghi anni è stata relegata inun angolino, o al massimo tollerata per la Nazionale di calcio, perché non era giudicatopoliticamente corretto esibire questo simbolo, ricordo di una retorica patriottarda dadimenticare. Curiose nemesi storiche, dentro un grande guazzabuglio, quello dei simboli, cheuna politica debole non riesce a padroneggiare. Assistiamo così a un intreccio che rischia diessere a somma zero, foriero, in particolare nel Nord-Est, di tensioni che si alimentanosoltanto del vuoto e dunque non possono non suscitare preoccupazione. La realtà è fattasoprattutto di domande e di timori, di una incertezza di fondo.I dibattiti sull’identità nazionale, di fronte all’incalzare dei fatti di cronaca, sono assai indicatividi un momento di passaggio e di sconcerto. Su almeno due piani, quello politico e quelloculturale. Un momento che non può durare troppo a lungo, e che bisogna presto superare.(segue)