“Lo sport meglio riuscito è quelloche investe una maggiore dose d’amore”. Lo ha detto mons. Dionigi Tettamanzi, arcivescovodi Genova, intervenendo stamane alla tavola rotonda su “Lo sport per la vita” che ha aperto laterza giornata del 23° Congresso Eucaristico Nazionale”. L’arcivescovo non ha nascosto il suo”imbarazzo” nell’affrontare in modo “inusuale ed originale” il tema dello sport nell’ambito di unCongresso Eucaristico, eppure, ha aggiunto, tra le due realtà “esiste una parentela singolareed affascinante”. “La strada da percorrere – ha proseguito l’arcivescovo – consistenell’individuare i valori umani ed umanizzanti dello sport. Questi valori possono avere unospessore tale da poter far incontrare l’uomo con qualcosa che è più grande di lui, con valoriche possono essere anche spirituali e religiosi”. E’ in questo contesto che lo sport entra apieno titolo nei temi di questo Congresso. “L’Eucarestia – ha detto mons. Tettamanzi – non èuna cosa. E’ una persona viva che possiamo e dobbiamo incontrare. L’Eucarestia è GesùCristo che si dona per amore. E’ Lui la forza del nostro amore e lo è in ogni ambito dellanostra vita. Lo sport ha bisogno di un cuore magnanimo perché solo così si può vincere quelleforze negative che lo insidiano, e tra tutte la radice dell’egoismo in tutte le sue espressioni:dalle competizioni esasperate alle forme pazze di mercantilismo”. Tutto ciò però non devescoraggiare e ai cristiani è affidata una particolare “responsabilità”: “noi conosciamo – ha dettomons. Tettamanzi – l’amore, l’Amore vero quello che nell’Eucarestia viene donato a tutti e aciascuno” e “non si può fare uno sport autentico, se non si ama con autenticità”.