“Non vogliamo fare un’rock cattolico’, ma dare la possibilità a tutti i giovani di esprimere, anche con la musica, le lorosperanze e i loro sogni”. Lo ha detto don Domenico Sigalini, responsabile del Servizio Cei perla pastorale giovanile, presentando oggi “il primo cd ‘prodotto’ dalla Chiesa”, come lo hadefinito Carlo Climati, dell’ufficio stampa di “Hope music”, il progetto della Cei finalizzato ad”aiutare i giovani talenti musicali ad emergere e ad esprimersi in libertà, qualunque sia la loroappartenenza sociale, culturale e religiosa”. Il cd è stato riprodotto in 5 mila copie e verràdistribuito ai giovani in occasione dell'”Hope music festival” che si svolgerà il 27 settembre, nelcorso del Congresso Eucaristico di Bologna. “Non capisco perché – ha continuato Sigalini -tutte le domande spirituali dei giovani finiscano oggi nella new age o in altre derive sataniche,mentre la Chiesa non deve chiedere il permesso a nessuno per essere ‘cantata’ in tutti i modipossibili, sempre tenendo presente che una cosa è cantare in chiesa e l’altra è cantare inpiazza”. Il cd raccoglie 8 canzoni di generi diversi (rock, pop, funky, jazz, blues) che gli stessiragazzi canteranno sul palco a Bologna; una delle canzoni verrà anche eseguita dal vivo nelconcerto di sabato sera. Riguardo a quest’ultimo e alle polemiche dei giorni scorsi sui giornali,Sigalini ha fatto notare che “questo Papa per parlare ai giovani non deve essere sempremesso in contesti liturgici. Ha il coraggio e la possibilità di parlare anche al di fuori di essi”.