“L’incontro fraterno fra i cristiani di confessioni diverse si realizza attraverso la capacità diascoltare in verità l’altro, lasciandogli quella libertà di essere e dire se stesso, che gli permettadi ritrovare la fiducia e il desiderio di aprirsi ai fratelli”. Lo ha detto al Sir padre Enzo Bianchi,priore della Comunità di Bose, presentando il V Convegno ecumenico internazionale dispiritualità russa, che si apre oggi presso il Monastero di Bose (fino al 20 settembre) sul tema”La grande vigilia. Santità e spiritualità in Russia tra Ignatij Brjancaninov e Ioann di Kronstadt”.Al convegno, organizzato dal Patriarcato di Mosca, in collaborazione con il Monastero di Bosee la partecipazione dell’Istituto di Studi Slavi dell’Università di Bergamo, partecipano storici,teologi, slavisti, vescovi cattolici e ortodossi di diversi patriarcati (Mosca, Costantinopoli,Serbia, Bulgaria, Romania, Chiesa di Grecia). Il simposio, spiegano gli organizzatori, “segue latradizione già consolidata da una serie di incontri che, in questi ultimi anni, hanno approfonditodiversi aspetti della spiritualità russa ortodossa. Quest’anno verranno esaminate le figure diIgnatij Brjancaninov e padre Ioann di Kronstadt, che si collocano nel periodo storico compresotra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo”.