Lo ha detto Hermann Icking,Segretario generale di Caritas Europa, intervenendo al convegno “Ripensare la povertà” incorso oggi a Perugia per la presentazione del “Primo rapporto regionale sulle povertà”realizzato in collaborazione Caritas e Regione dell’Umbria. Icking ha ricordato che i poveriarrivano addirittura a “65 milioni se si considerano anche i ‘sans papier’ e ‘gli invisibili’, cioèquelle persone che ricevono una assistenza sociale diretta. Ma l’aspetto più preoccupante – haaggiunto – è che sono poveri il 20% di tutti i bambini e ragazzi europei con meno di 16 anni”.I dati non comprendono i paesi dell’Est nei quali, tra l’altro, la “povertà assoluta” di chi muoredi fame è molto più diffusa. “Contrariamente alla concezione comune, ha continuato Icking,non sono i disoccupati a costituire il gruppo più numeroso di poveri, anche se sono il 13%, masono i pensionati e gli `occupati poveri’ che guadagnano tanto poco da non poter superare lasoglia statistica della povertà”.L’arcivescovo di Spoleto, mons. Riccardo Fontana, ha definito l’Osservatorio sulle povertà, inUmbria grazie alla collaborazione tra Chiesa e Regione, un “tentativo bello e interessante didar voce ai poveri”, ribadendo la necessità di dar seguito a questo primo rapporto “che ha fattoemergere nella concretezza dei dati i soggetti più a rischio: anziani, giovani, disoccupati edimmigrati”.