Card. Martini: “No alle comunità ‘chiuse'”

“Un decalogo della vita secondo loSpirito”: così il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, definisce la lettera pastorale”Tre racconti dello Spirito”, presentata oggi alla stampa, nella quale invita “parrocchie,istituzioni, associazioni, gruppi, movimenti” ad un “esame di coscienza” in vista del Giubileo, ilcui secondo anno di preparazione è dedicato proprio alla riflessione sullo Spirito Santo.Secondo Martini, il compito prioritario di ogni comunità cristiana è di “riconoscere lo Spiritodovunque egli soffi, senza rigidezze e sclerotizzazioni, senza pregiudizi e forzature, senzachiusure e indebite assolutizzazioni della propria appartenenza”. Il “tarlo sottile” di ogniesperienza ecclesiale è quello di “costituirsi come ‘chiesa nella Chiesa’, comunità chiusa in sestessa. Sembra quasi che quanto più una comunità è rigida, esclusiva e coinvolgente, tantopiù tenda ad essere totalizzante, rischiando alla fine di togliere la libertà nei suoi membri, equanto più invece è tollerante e comprensiva, aperta a molti, tanto più tenda a sfilacciarsi e adivenire irrilevante”. Di qui la necessità di “un esame di coscienza generale”, per “trovare lagiusta misura nel rapporto tra il rispetto dei cammini individuali e il coinvolgimento collettivonelle comunità di appartenenza all’interno dell’unica comunione ecclesiale”.