Botta e risposta tra il Presidente del Consiglio Romano Prodi e i settimanali cattolici delVeneto. In occasione della sua prossima visita in quella regione, il 6 settembre, il Presidentedel Consiglio ha scritto una lettera aperta ai 9 settimanali diocesani veneti. “Capisco le ragionidel disagio in Veneto”, scrive Prodi. Tuttavia, prosegue, “l’Italia deve partecipare allacostruzione dell’Europa con una voce unica e una volontà unitaria”. Il federalismo, scriveancora il capo del governo, “è ormai una strada dalla quale non si tornerà più indietro” ma”non può essere ‘patrimonio privato’ di nessuno, e men che mai di una singola forza politica”.I settimanali diocesani del Veneto rispondono al Presidente del Consiglio con un editorialecomune, firmato da tutti i direttori. “Sarebbe erroneo – si legge nell’editoriale – che il governovenisse ad ascoltare solo l’Ulivo del Veneto: si voglia o no sono anche il Polo e la Lega arappresentarci e a esprimere gli umori (giusti o sbagliati) della gente”. Perciò, proseguel’editoriale, “stimeremmo un bel gesto quello di andare a stringere la mano al Presidente dellaRegione, al segretario della Lega (anche a costo di qualche lancio di uova minacciato). Delresto il governo e l’amministrazione non sono un’operazione di parte ma rappresentano unosforzo di fare il bene di tutti”.I settimanali diocesani del Veneto chiedono al Presidente del Consiglio “fatti concreti, e presto.Ad esempio sulla pressione fiscale che indubbiamente le nostre realtà produttive sentonocome una palla al piede”. “Ci è spiaciuta – scrivono ancora i direttori – la penalizzazione, nelsettore delle tariffe postali, inflitta a quella parte di stampa nella quale si trovano pure isettimanali cattolici: perché punirci per il nostro servizio alla realtà locale? E siamo perplessisulle lentezze riguardanti la realizzazione della parità della scuola non statale, anche sul pianodel trattamento economico”.