E’ quantoafferma Luigi Bobba, vice presidente nazionale delle Acli, in un comunicato stampa diffusooggi in cui dichiara di condividere la recente proposta di Raffaele Morese della Cisl.”Finalmente – afferma Bobba – il sindacato esce dal fortino dei garantiti per assumere larappresentanza di chi non ha lavoro né pensione”.I 35 anni di anzianità contributiva, secondo Bobba, “devono valere per tutti, senza sconti pernessuno, che si tratti di minatori, politici, dipendenti della Banca d’Italia, magistrati, piloti oparlamentari. E’ inaccettabile – afferma Bobba – che per costoro l’armonizzazione previstadalla riforma Dini non sia mai avvenuta”. Al contrario, “la scelta indicata da Morese è unamano tesa alle generazioni più giovani che rischiano di non avere una pensione perchè nonhanno mai avuto un lavoro. Spostare risorse dalla previdenza alla formazione e alla creazionedi nuovo lavoro è la scelta indispensabile per ristabilire un patto intergerazionale equo e percreare, attraverso i versamenti contributivi, nuove risorse per il futuro”. Bobba lancia inoltre laproposta di “tassare del 5 per cento tutte le baby pensioni, per finanziare un piano dialfabetizzazione informatica dei giovani: solo il 18 per cento degli italiani, infatti, sa utilizzarebene il computer, contro il 31 per cento dei giovani europei”.