CEM-MONDIALITÀ: “GIUSTIZIA SOCIALE È CAMBIARE IL RICCO, NON IL POVERO”

Prende le mosse da questa tesi di Wolfgang Sachs, docente al Wuppertal Institute e autore di volumi sullo “sviluppo sostenibile”, il convegno annuale del Cem (Centro educazione alla mondialità), che si svolgerà dal 23 al 28 agosto a Città di Castello (Pg), dal titolo “Abitare il limite. Per una cultura della sobrietà”. Secondo Sachs, principale relatore al convegno, parlare oggi di sviluppo e di giustizia sociale non significa più “migliorare la standard di vita dei poveri per raggiungere il livello dei ricchi” (a causa dei rischi connessi alle disuguaglianze nello sfruttamento eccessivo dell’ambiente e delle risorse naturali), ma invitare invece il ricco Nord del mondo “a rivedere i propri modelli di produzione e consumo, in modo da non privare i paesi del Sud di ciò che dovrebbero avere a disposizione”. Per questo si rifletterà soprattutto sul legame tra ecologia e giustizia e sull’educazione alla sobrietà. Il lavoro sarà articolato in laboratori interculturali su temi specifici, rivolti in particolare agli educatori. “Negli ultimi tre anni – spiega Alessio Surian, del Cem – abbiamo registrato un notevole aumento di richieste per corsi di aggiornamento per insegnanti e sussidi sull’intercultura. C’è grande interesse ed apertura anche se è difficile fare un bilancio da un punto di vista qualitativo. La scuola si dimostra ricettiva ma la struttura non è ancora adeguata a far passare questi contenuti impostando un processo più radicale”. Riguardo al tema dell’immigrazione Surian osserva che oggi “prevalgono atteggiamenti di paura, con il rischio di polarizzare qualsiasi questione su posizioni opposte anziché cercare il dialogo con il diverso. E non si vogliono fare i conti con il nostro passato recente di emigrazione”.