“Un vero dibattito politico e la piena partecipazione dei partiti e degli elettori” attualmente fanno ancora difetto alla vita dell’Unione europea. E’ quanto sostiene Rafaël Yegles nell’editoriale dell’ultimo numero di “Europe Infos”, il mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). L’editoriale, intitolato “donare un volto all’Europa politica”, riflette su come mobilizzare tutte le Chiese affinché promuovano la responsabilità politica e la partecipazione dei cittadini alla vita dell’Unione europea. “Occorre riflettere – afferma Yegles – su come mobilizzare tutte le forze delle Chiese presenti in Europa” per favorire questo processo di democratizzazione delle istituzioni europee. Le Chiese, rileva l’editorialista, possono giocare un ruolo non secondario in questa situazione, soprattutto per quel che riguarda “il risveglio della coscienza politica dei cittadini”. A questo scopo, annuncia Yegles, “un documento di riflessione sta per essere preparato degli uffici delle Chiese a Bruxelles”.L’editoriale del mensile del Comece si dichiara infine a favore di una riforma della legge elettorale dell’Unione europea, affinché il presidente della Commissione europea venga eletto direttamente dal popolo. “La legittimità democratica del futuro presidente della Commissione europea e una più grande prossimità con l’opinione pubblica”, spiega ancora Yegles, questi i maggiori vantaggi dell’elezione diretta del Presidente della Commissione europea proposta per le prossime elezioni dell’Ue.