PARLAMENTO EUROPEO: OCCUPAZIONE FEMMINILE FUTURO NEL TERZO SETTORE?

In Europa la disoccupazione femminile è più elevata di quella maschile. Lo riferiscono gli ultimi dati (febbraio 1998) di Eurostat secondo cui il 12,3 per cento delle donne europee sono disoccupate rispetto all’8,9 per cento dei colleghi maschi. In Italia il dato sale rispettivamente al 16,5 e al 9,2 per cento. La donna e il suo futuro nel mondo del lavoro sono temi di alcune proposte di risoluzione della commissione per i diritti della donna del Parlamento Europeo (PE) che saranno dibattute a Strasburgo il 17 settembre. Fra le relatrici anche due eurodeputate italiane, le on.li Elena Marinucci e Maria Paola Colombo Svevo che evidenziano “il particolare impatto della disoccupazione sulla situazione delle donne” e “il ruolo delle cooperative nella promozione dell’occupazione femminile”. “Gli ostacoli al lavoro femminile – si legge in un comunicato del PE – sono in gran parte rappresentati dalle questioni legate all’assistenza alla famiglia ed è dal 1991 che il PE chiede una direttiva quadro sull’assistenza ai bambini”. Ma quale può essere il contributo concreto che l’economia sociale può dare all’occupazione femminile? La risposta viene da Colombo Svevo. “Negli ultimi anni – ha dichiarato – si registra un crescente interesse per il terzo settore e sta emergendo un nuovo tipo di impresa sociale”. Un settore, quello delle cooperative, in piena espansione. In italia esistono oltre 3.800 cooperative sociali, con un fatturato di 2.500 miliardi, con 75 mila occupati (il 60 per cento sono donne), 12 mila volontari e 2.000 obiettori di coscienza in servizio civile.