E’ l’interrogativo posto dai Giovani delle Acli, che si incontreranno ad Alghero da domani, 30 aprile, al 3 maggio nell’annuale “Agorà” nazionale dei Giovani delle Acli, dal titolo “Terre dove andare”. Parleranno di economia, lavoro, scuola, rappresentanza giovanile, comunicazione sociale. “I giovani rischiano di essere i grandi esclusi di questo fine secolo – dichiarano in un comunicato – Ci riuniamo quindi per cercare le ‘terre dove andare’, perché non vogliamo delegare ad altri il diritto di scegliere per noi e crediamo sia possibile progettare uno sviluppo sostenibile per la nostra e per le generazioni future, per l’economia italiana come per quella mondiale”. Al ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer chiedono “una riforma capace di educare e non solo di istruire, in grado di proporre percorsi paralleli di formazione e lavoro; di evitare di costruire una scuola affascinante ma frequentabile realmente da pochissimi e di ripensare seriamente la formazione degli insegnanti”. Invitano il ministro del lavoro Tiziano Treu a “non dimenticarsi dei lavoratori ‘atipici'”, mentre al ministro per la solidarietà sociale Livia Turco domandano “una legge quadro sui giovani che scommetta sul nostro protagonismo politico”. “Perché oggi noi giovani siamo un soggetto debole, anzi, non siamo un soggetto – affermano -. Ci viene data l’illusione di credere che la realizzazione delle nostre aspirazioni dipenda da una selezione ‘naturale’ basata sulla competizione tra i migliori. La realtà – aggiungono – è che la competizione diventa lo strumento di controllo sociale necessario a garantire e legittimare decisioni prese altrove”.