“Gli imprenditori, soprattutto del nord, non devono avere paura di investire al sud. Il benessere creato dal lavoro determina, per forza di cose, il distacco dal sistema malavitoso che segna la vita di tanti giovani in cerca di lavoro”: è quanto afferma mons. Antonio Napoletano, vescovo di Sessa Aurunca (Caserta), riflettendo sulla situazione occupazionale della sua diocesi in occasione della imminente giornata del 1° maggio, festa del lavoro. “Senza lavoro non c’è prospettiva futura per i nostri giovani – aggiunge -. Demotivati e demoralizzati rischiano, come purtroppo alcuni di loro hanno fatto, di imboccare strade sbagliate”. La diocesi di Sessa costituisce un esempio tipico di come vadano le cose al sud. Negli ultimi tre anni hanno chiuso numerose aziende e sono andati perduti oltre 10 mila posti di lavoro su una popolazione di 72 mila abitanti. “Anche i settori agricolo e turistico – dice p. Antonio Rungi, incaricato della pastorale del turismo – accusano crescenti difficoltà, con l’aggiunta di una realtà deteriorata per l’assenza di una politica turistica e l’aumento di fenomeni quali la camorra, la prostituzione, la droga. A dare il colpo di grazia alle attese della gente è stata la notizia che per il Giubileo nessun contributo arriverà in quest’area per lavori di sistemazione”. Secondo il vescovo la Chiesa è chiamata, in una tale situazione, a farsi promotrice di iniziative che facciano da stimolo per una ripresa della fiducia e dell’iniziativa. In questa direzione vanno le cooperative nel campo del servizi e della ristorazione avviate con il supporto della pastorale del lavoro.