CARITAS DI ROMA: DIMINUISCONO GLI STUDENTI STRANIERI

In Italia, l’incidenza degli studenti stranieri nei tre gradi di scuola (elementari, medie e superiori) sul totale degli iscritti (anno scolastico 1995-96) è pari allo 0,5 per cento, tre volte inferiore all’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione residente (1,7 per cento nel ’96). A Roma, i dati rivelano una diminuzione: alla fine dell’anno scolastico 1995-96, gli studenti italiani sono passati da 279.777 a 241.169 unità mentre quelli stranieri sono passati da 5.594 a 4.437. E’ quanto riporta un’indagine della Caritas di Roma sulla diffusione territoriale degli studenti stranieri realizzata in vista del “Forum per l’intercultura” che si terrà domani nella capitale presso il Teatro don Orione. Secondo la Caritas, la diminuzione degli studenti italiani è “l’effetto dell’andamento demografico negativo”. Mentre per gli studenti stranieri invece l’anno scolastico ’95-’96 ha segnato un periodo di “assestamento, in cui è stata attuata la regolarizzazione del Governo Dini”. “E’ vero – fa notare la Caritas – che di per sé i figli degli immigrati già in precedenza dovevano essere accolti nella scuola a prescindere dalla titolarità di un permesso di soggiorno da parte dei loro genitori; dall’altra parte, sono facilmente intuibili le remore dei genitori che, allora versavano in situazione irregolare, a mandare i propri figli a scuola”. “La presenza straniera nella scuola – aggiunge la Caritas – è tra i segni più significativi del processo di inserimento della popolazione immigrata, che però non è privo di sforzi e non sempre è coronato dal successo”. Nelle superiori, per esempio, gli immigrati promossi sono appena il 77 per cento con sei punti percentuali in meno rispetto agli italiani.