A QUANDO L’INDENNITÀ DI MALATTIA PER LE COLF?

E’ la domanda posta dall’Api Colf (Associazione professionale italiana collaboratori familiari) e diffusa alla stampa con una nota che richiama il disegno di legge di cui l’associazione stessa si è fatta promotrice. Presentato da un gruppo di senatori con relatore Murineddu, il ddl si occupa non solo dell’indennità di malattia per i colf ma anche della possibilità di detrazione dei costi sostenuti dai datori di lavoro degli stessi. “Questa è la terza volta – dice al Sir Rita De Blasis, presidente nazionale Api Colf – che viene presentata una proposta di legge in tal senso, ma sempre, a causa della anticipata fine della legislatura, non è mai stata presa in esame. Speriamo quindi che questa sia la volta buona”. Mentre anche il governo sta ipotizzando l’introduzione di “bonus fiscali” per chi assume baby-sitter ed infermiere, secondo l’Api Colf è “intollerabile che i collaboratori familiari siano così pesantemente discriminati per via del negato trattamento economico in caso di malattia”. “Succede così – dice don Giovanni Celi, consigliere ecclesiastico nazionale – che i colf si trovano di fronte alla penosa alternativa, o di celare la malattia e poter continuare a lavorare, oppure di rischiare la perdita del posto di lavoro e fasi curare. Ciò risulta particolarmente drammatico per gli extracomunitari esposti a una condizione di maggiore precarietà e debolezza”. L’Api Colf propone quindi che tutte le forze politiche prendano in seria considerazione questa legge destinata a sanare una ingiustizia gravissima. “Tra l’altro – aggiunge don Celi – una regolarizzazione delle posizioni farebbe aumentare le entrate fiscali a fronte di costi che si ritiene non così pesanti da essere insostenibili”.