PIACENZA: “NO” DELLE FAMIGLIE AGLI ZINGARI NELLA SCUOLA

Le è bastato iniziare un’attività come aiuto cuoca in una mensa di una scuola, ed è cominciata subito la “ribellione” delle famiglie. E’ successo a Piacenza nei confronti di una ragazza “sinta” (zingara) che da anni abita presso il campo sosta della città. La protesta dei genitori di molti bambini della scuola elementare “De Gasperi”, si legge in una nota dell’Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi) rilanciata da Migranti-press, è nata perché le famiglie “non desiderano che la sinta svolga questo tipo di mansioni per motivi igienici. La protesta è ancora più grave se si pensa che alcune famiglie hanno ritirato i loro figli da scuola e altre hanno deciso di mandarli con il pranzo al sacco”. L’episodio di Piacenza, secondo l’Aizo, rivela che un certo tipo di mentalità “razzista” è più diffusa di quanto si creda: “Oggi il popolo zingaro – si legge ancora nella nota – sente necessario un inserimento lavorativo, ed alcuni Rom e Sinti stanno effettivamente lavorando anche per brevi periodi di tempo in cooperative, laboratori, ecc”. E’ anche il caso della ragazza sinta di Piacenza, che frequenta uno “stage” di formazione lavoro “che permette di acquisire le competenze necessarie ad un reale inserimento lavorativo. “Se, però, non c’è la collaborazione della società, – conclude l’Aizo – la maggior parte dei tentativi saranno fallimentari”.