“Non è lecito porre in atto alcun intervento sul genoma umano che non sia rivolto al bene della persona, intesa come unità di corpo e spirito, così come non è lecito discriminare i soggetti umani in base agli eventuali difetti genetici rilevati prima o dopo la nascita”: lo ha detto questa mattina al convegno dell’Amci (medici cattolici) del Triveneto, sul tema “Terapia genica: realtà e prospettive”, il presidente nazionale prof. Domenico Di Virgilio. “Attualmente – ha spiegato – esistono due tipi di ‘terapia genica’: la prima agisce in cellule della linea germinale ed è allo stato attuale improponibile dal punto di vista etico e scientifico perché agirebbe contro il principio della intangibilità del patrimonio genetico dell’individuo. Il secondo tipo di terapia è quello volto ad eliminare o ridurre i difetti molecolari a livello delle cellule somatiche. Si tratta – ha proseguito Di Virgilio – di forme di terapia sempre più attuali a seconda della disponibilità del gene normale. Recentemente si sono avviate sperimentazioni anche in alcuni tumori, soprattutto quelli dei tessuti emopoietici”. Il presidente dei medici cattolici italiani ha ricordato che recentemente anche il Papa si è occupato della questione della terapia genica, affermando tra l’altro che “…ciò è possibile, per il riconoscimento degli stessi scienziati, negli interventi terapeutici, sul genoma delle cellule somatiche, non però su quello delle cellule germinali e dell’embrione precoce”. Il convegno dei medici cattolici triveneti si svolge presso la sede di Conegliano Veneto de “La Nostra Famiglia” e vi partecipano, tra gli altri, il prof. Carlo Bordignon dell’Istituto scientifico “S. Raffaele” di Milano, tra i primi al mondo a tentare esperimenti di terapia genica.