LAVORO MINORILE: ANCHE LE FAMIGLIE SONO CHIAMATE IN CAUSA

“Lo sfruttamento dei bambini da parte del mondo lavoro vede nella maggior parte dei casi la famiglia connivente”, così Paola Soave, presidente del Sindacato delle Famiglie (Sidef), commenta la “Carta” firmata ieri da governo e parti sociali contro lo sfruttamento del lavoro minorile. “Per mettere in grado la famiglia di emanciparsi da questa schiavitù – continua Soave – occorre che il sostegno alla famiglia povera e con figli a carico sia un sostegno reale”. In questo senso le detrazioni fiscali per le spese scolastiche, previste dalla Carta, “sono ridicole”, commenta il Sindacato, “visto che queste famiglie sono talmente povere che non riescono a fare neanche la dichiarazione dei redditi”. Poiché oggi, sostiene il Sidef, “i nuovi poveri non sono più soltanto i barboni, ma le famiglie con figli”, l’assegno sociale dovrebbe tener conto “di un minimo vitale calcolato a partire dalla composizione del nucleo familiare”. Sollecitare i comuni a farsi carico delle famiglie povere, investire nella lotta alla criminalità e alla disoccupazione (che sono le due cause principali del lavoro minorile): questi i suggerimenti concreti del Sidef, che invita gli enti locali a tutelare i minori anche “sostenendo le famiglie attraverso il reperimento di una casa o di un lavoro per gli adulti”. Marco Griffini, presidente dell’Ai.Bi.(Associazione italiana amici dei bambini), fa notare che “Il primo e fondamentale diritto di ogni bambino del mondo è proprio quello di non avere un futuro che sia caratterizzato dallo sfruttamento”. Secondo i dati dell’ultimo rapporto Unicef sul lavoro minorile, in Italia sarebbero circa 300 mila i bambini sfruttati.