SAT 2000: IN RICORDO DEL PICCOLO IQBAL MASIH

Oggi nel mondo, 250 milioni di bambini tra i 5 e 14 anni sono sfruttati per lavoro. Il 60 per cento si trova in Asia, il 32 per cento in Africa e il 7 per cento in America Latina. Lavoro nero e sfruttamento di minori e donne costituiscono una fetta di mercato superiori al 40 per cento nel sud del mondo Ma il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio anche nei paesi industrializzati. In Italia si calcola, ma il dato non é ufficiale, che siano oltre 300 mila i minori al lavoro.. Questi dati, forniti dall’ Unicef, sono solo la punta di un iceberg che é lo sfruttamento del lavoro minorile, tema scelto per il confronto di domani, venerdi 17 aprile in onda su Sat 2000 (ore 17,45). Una scelta non casuale dal momento che il 16 aprile di tre anni fa veniva ucciso dalla mafia pakistana il giovane Iqbal Masih, venduto dal padre per 12 dollari ad un fabbricante di tappeti, e reo di essersi ribellato alla schiavitù in cui era tenuto. Da quel giorno Iqbal é divenuto il simbolo di questa rivendicazione. Ospiti del confronto Raffaele Morese, segretario generale aggiunto della Cisl, Daniela Carlà dell’ Ufficio problemi internazionali del Ministero del lavoro, Angela Villani del Provveditorato agli studi di Napoli e Cino Tortorella, conduttore televisivo e ambasciatore Unicef. “Quella dei minori a lavoro – ha dichiarato Morese – é una tendenza generalizzata e legata al fenomeno della ridistribuzione del lavoro nel mondo e alla competizione globale, ovvero cercare di essere sempre più competitivi sfruttando anche il lavoro minorile”. Abbigliamento sportivo, palloni da calcio, scarpe, commissionate da grandi e famose aziende dell’occidente industrializzato, sono solo alcuni dei prodotti realizzati da questi piccoli schiavi del 2000. A spingerli fuori dalla condizione di bambini e farli diventare subito adulti, le necessità economiche oltre che un disagio sociale che non conosce confini.