Sarà commemorato con una Messa solenne domani, mercoledì 15 aprile, l’anniversario della visita del Papa a Sarajevo. Alla Santa Messa, presieduta dal cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, prenderanno parte tutti i vescovi, i sacerdoti e i religiosi della diocesi.La celebrazione sarà preceduta da un programma culturale e di riflessione “sul compito dato dal Papa alla Chiesa e alla popolazione – scrivono i vescovi nel messaggio inviato ai fedeli per l’occasione -, come pure sull’eco che le sue parole hanno trovato nei cuori e nel comportamento dei cattolici. Tutti abbiamo bisogno del coraggio della fede e della gioia della speranza”. Abbiamo bisogno, scrivono i vescovi, “della giusta pace”, ostacolata dagli “avvenimenti politici e dagli arbitrari tentativi di sopraffazione e di manipolazioni egoistiche”.Il 1998 è stato proclamato dai politici bosniaci come l’anno del ritorno dei profughi e degli sfollati nelle proprie case. A questo proposito i vescovi, nel loro messaggio, si dicono “consapevoli delle difficoltà che le persone incontrano nel loro rientro. I responsabili proclamano solennemente questo principio di fronte ai mass media, ma sul posto cercano di ostacolarlo con tutte le forze – affermano -. Non è possibile garantire l’inalienabile sicurezza delle singole persone se non si riesce ad assicurare l’integrità e l’identità di ogni popolo”. Il cardinale Puljic, ricordando che i leader delle diverse religioni stanno cercando di unire le forze ai fini della riconciliazione, ha ribadito che “non è possibile costruire la pace senza fermare l’odio, senza far rientrare la gente nelle proprie case e senza creare le prospettive e le condizioni per una vita normale”.