Nei messaggi diffusi in vista della Pasqua dai vescovi cattolici delle Chiese della Croazia e della Bosnia-Erzegovina viene messo soprattutto in evidenza il pericolo della perdita della speranza da parte dei credenti e di tutta la gente di quei paesi. “Nella società croata – scrive l’arcivescovo di Zagabria, Josip Bozanic, nel suo messaggio pasquale – siamo testimoni di una crescente atmosfera di disperazione. Dietro di noi ci sono le difficoltà del periodo del totalitarismo comunista; il periodo del risveglio di nuove speranze che ci ha portato alla liberazione del nostro Paese dal regime e alla creazione del nostro Stato, seguito infine dal periodo delle sofferenze, delle vittime e delle ferite della guerra civile. Ci sembra che molti stiano cadendo in una sorta di vuoto spirituale”. Dello stesso avviso sono il card. Vinko Puljic e il vescovo ausiliare Pero Sudar della diocesi di Sarajevo. Nel loro messaggio pasquale parlano del “dolore della guerra e del peso del dopo-guerra”. La nazione, scrivono i vescovi di Sarajevo, cammina con Cristo sotto la croce “al crepuscolo delle false promesse e degli ingannevoli sviluppi della guerra”. L’arcivescovo di Spalato, Ante Juric, insieme all’ausiliare, Marin Barisic, fanno il paragone tra il sentimento dei loro fedeli oggi e lo smarrimento degli apostoli dopo la crocifissione di Gesù. Pur prendendo atto di questa situazione, i vescovi di Croazia e di Bosnia sollecitano i loro fedeli a rinnovare la speranza nel nome della resurrezione di Cristo.