Alla vigilia dell’ostensione della Sindone (18 aprile -14 giugno) il teologo Luigi Sartori, in un’intervista sull’ultimo numero del settimanale diocesano di Padova “La difesa del popolo”, afferma che per un cristiano “il fascino della Sindone è attualissimo perché risponde al bisogno di contatto con il soprannaturale”. Secondo il teologo, “le religioni orientali sono più mistiche, tese a fare l’esperienza del divino attraverso una visione dell’eterno mentre noi cattolici crediamo più nell’importanza della Parola. Ma siamo anche sicuri che bisogna educare la gente ad avere momenti di visioni. Il cristianesimo è nato anche dalle rare visioni del Gesù finale”. La Sindone, quindi, è “uno stimolo alla contemplazione, al vedere: è soprattutto un’icona, un’immagine del Cristo morto. La gente ha bisogno di pensare la passione e morte di Gesù Cristo”. La Sindone è, ad avviso di Sartori, “uno strumento per collegarci al passato, per ricordarci che il fatto è storicamente avvenuto”. Per questo, “anche se si trattasse di un falso – afferma – e questo non è dimostrato, più che a un ‘imbroglio’ penserei alla creatività spontanea della fede che ha caricato di significati profondi, mistici, un oggetto materiale”.