REGGIO EMILIA: UNA “CASA ACCOGLIENZA” PER MALATI TERMINALI

Si chiama “Casa Madonna dell’Uliveto” la prima struttura di accoglienza per malati terminali, sorta ad Albinea (Reggio Emilia) grazie alla collaborazione tra la diocesi (che ha messo a disposizione l’edificio), alcuni volontari e l’Asl locale, che ha attuato una convenzione con una cooperativa di volontariato sociale. Il progetto di due miliardi, si legge in una nota, verrà realizzato in 18 mesi e prevede una struttura residenziale assistita per dodici malati terminali, “nella quale si possa rispondere ai bisogno del malato oncologico nei momenti più difficili per lui e la sua famiglia”. Ogni mini-appartamento, infatti, prevede anche l’ospitalità per i familiari, compreso un letto per dormire e una piccola cucina. Questa nuova “casa”, inoltre, può essere arredata secondo il gusto della persona malata. Gli organizzatori del progetto si pongono tre obiettivi: “sostituire la casa del malato; permettere alla famiglia un sollievo momentaneo del carico assistenziale quando, per diversi motivi, non sia più in grado di sopportarlo da asola; offrire ai familiari un supporto per prepararsi al lutto e un sostegno nell’affrontarlo”. L’Associazione “Madonna dell’Uliveto, infine, intende “elaborare un progetto culturale e spirituale che abbia anche la finalità di riflettere sul senso e il mistero della morte”. “Ci preoccupiamo molto – commenta il vescovo di Reggio Emilia, Paolo Gibertini – della qualità della vita, ma ci accorgiamo che non basta. Bisogna anche imparare a morire. Una casa per malati terminali è la risposta giusta per aiutare il malato a vivere e a morire con umanità e, se credente, con pieno abbandono nel Dio della vita”.