APPELLO DELLA CHIESA FRANCESE A 150 ANNI DALL’ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITU’

“Schiavitù: abolizione-liberazione. Noi ricordiamo per migliorare l’avvenire”, questo il titolo della dichiarazione comune dei vescovi della Martinica, Guadalupa, Guyana e Riunione per ricordare i 150 anni dall’abolizione totale della schiavitù nelle colonie francesi. “Degli uomini – scrivono i vescovi – sono stati venduti e acquistati sulla pubblica piazza dai loro fratelli, come alla fiera del bestiame. Con la schiavitù anche il lavoro si è degradato, degradando tutti coloro che se ne sono serviti. Fu un immenso peccato collettivo nella più completa legalità e impunità. E la Chiesa, durante tutto questo? Allora la sua istituzione in Francia godeva dello statuto ufficiale di religione di Stato. Era implicata nel sistema e ha partecipato alle ambiguità della Storia, con molte tensioni tra la gerarchia e i pubblici poteri”. Oggi, “la Chiesa lancia un appello a tutti gli uomini e a tutte le donne affinché rifiutino tutte le forme di sfruttamento della debolezza umana: la schiavitù dei bambini, della droga, della prostituzione, della corruzione, l’idolatria del potere, del denaro e del sesso, la mancanza di senso civico, la manipolazione politica o religiosa”. “La memoria della schiavitù, abolita nel 1848 – commenta il presidente della Conferenza episcopale francese, mons. Louis-Marie Billé – sollecita a guardare il presente con lucidità e a desiderare un avvenire di autentica liberazione per ogni uomo”.