“La legalizzazione dell’eutanasia passiva produrrebbe in breve un’epidemia della ‘buona morte'”. E’ quanto dichiara al Sir Franco Balzaretti, presidente della sezione di Vercelli dell’Amci (Associazione Medici Cattolici Italiani), presentando il convengo nazionale dell’associazione, che si svolgerà il 4 aprile a Vercelli sul tema: “L’eutanasia alle soglie del 2000”. Il medico sottolinea “lo spaventoso incremento dei casi di eutanasia in ogni parte del mondo”, ma soprattutto “il recente allargamento delle forme di eutanasia, oltre a quelle per i malati inguaribili: l’eutanasia prenatale, l’eutanasia per i bambini deformi, l’eutanasia per i malati di mente, i portatori di handicap e gli anziani inabili e di peso. L’opinione pubblica, inoltre, “è passata da un atteggiamento di netta condanna, ad un atteggiamento quasi di tolleranza per quei casi più gravi e penosi; ma l’atteggiamento più diffuso sembra essere quello dell’indifferenza”. Per Balzaretti, “c’è un rischio reale che questi presupposti possano favorire e promuovere anche nel nostro paese l’eutanasia”. Di qui l’opposizione dell’Amci a qualsiasi forma di eutanasia: “In questi ultini anni anche in Italia si sono moltiplicati i casi di autodenuncia di eutanasia passiva e attiva da parte di medici e di parenti degli ammalati”. Se queste pratiche fossero legalizzate, spiega Balzaretti, c’è il rischio di un’omissione terapeutica di massa e di una vera e propria istituzionalizzazione della morte”. Al convegno dell’Amci parteciperanno, tra gli altri, Adriano Bausola, Elio Sgreccia e Giovanni Berliunguer.