“Nello spazio della Chiesa le diversità di confessione, di cultura, di storia, di popoli, possono divenire dono reciproco. E’ un nuovo sociale che supera la mera tolleranza idealizzata dalla cultura laica, illuminista, razionale, e neppure è frutto di qualche forma di compromesso”. Di questo “nuovo volto della Chiesa” che si è venuto delineando dal Concilio Vaticano II in poi, grazie anche alle intuizioni ecumeniche maturate negli ultimi decenni, ha parlato mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), intervenendo oggi a Roma al Congresso internazionale che vede riuniti a Castelgandolfo 800 seminaristi provenienti da 70 nazioni, per iniziativa del Movimento dei Focolari. ” “”La considerazione delle vicende dell’umanità e della Chiesa in questo momento storico – ha detto mons.Giordano – ci conferma che è giunta l’ora di questo Dio”. I credenti, ha aggiunto, “sono chiamati a riconcentrarsi sull’essenziale, a ritornare dalla periferia al centro, a ripartire dalle origini, da Dio”. Riferendosi alla recente assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese ad Harare (Zimbabwe), il segretario del Ccee ha osservato che, nonostante il “diffondersi impressionante delle sette”, nel “cammino ecumenico istituzionale” ci sono “segni che indicano che il nuovo è cercato ed è già all’opera”, come dimostrano ad esempio l’incontro mondiale dei giovani a Parigi, l’assemblea ecumenica di Graz, i “frutti della nuova stagione di comunione tra i movimenti e le comunità della Chiesa cattolica” e l’incontro europeo promosso dalla Comunità di Taizé in questi giorni a Milano.” “