Un’idea “tutt’altro che buona”: è quanto si legge, in una nota del Sir diffusa ai settimanali diocesani, riguardo alla proposta di aumentare al nove per mille la quota dell’otto per mille Irpef destinato alla Chiesa cattolica, in modo da finanziare così le scuole private. “Aumentare di un punto il trasferimento di soldi dal fisco alle casse della Chiesa – si legge nella nota, a proposito della proposta lanciata prima da Giorgio La Malfa, e poi rilanciata dal presidente del consiglio, Massimo D’Alema – permetterebbe a quest’ultima di finanziare le proprie scuole e taciterebbe le inopportune e pressanti richieste dei vescovi”. C’è molta distanza, continua la nota, “tra la richiesta di un’autentica parità scolastica, che comprende l’accessibilità per tutti gli istituti non statali (non solo cattolici), e dunque i finanziamenti necessari, e la rivendicazione di soldi per una ‘parte’ della società, di sostegno per una confessione”. Quest’ultima, infatti, “è una logica opposta a quella del sistema paritario, che invece richiede riconoscimento di un servizio pubblico offerto da privati, certificato e garantito, fruibile da tutti, integrato con quello delle scuole statali. E’ una logica opposta anche a quella concordataria che ha portato agli stessi accordi tra Stato e Chiesa sull’8 per mille”. Per trovare “soluzioni adeguate al problema della parità”, si legge ancora nella nota, occorre invece “avviare collaborazioni e alleanze, al servizio di tutti, per il bene comune”, abbandonando “visioni ottocentesche e logiche di contrapposizione”.