“Non si può maneggiare l’embrione umano, toccare l’origine della vita dell’uomo con la scusa di trovare cure a malattie come il morbo di Alzheimer. Anche se l’obiettivo è nobile, il fine non può giustificare i mezzi”. Lo ha detto ieri sera Giovanni Conso, presidente emerito della Corte Costituzionale, intervenendo alla tavola rotonda organizzata dal Movimento per la Vita italiano su “Diritti umani e diritto alla vita: quale titolare”. Facendo riferimento al parere favorevole espresso in questi giorni in Inghilterra sulla possibilità di clonazione umana “a fini di ricerca”, il presidente Conso ha lanciato un appello alla comunità scientifica internazionale affinché al “via libera alla manipolazione” genetica umana contrapponga “cautela, riserbo, rispetto e prudenza”. “Tutti i diritti sono fondamentali – ha detto Conso – ma il diritto alla vita è il diritto supremo di ogni essere umano”. “La vita – ha proseguito il presidente – è un palpito. Che possa durare poco o tanto, è pur sempre vita e la vita va rispettata, aiutata, vissuta”. Secondo il saggista Ernesto Galli della Loggia, “il tema della vita rimanda al limite della libertà”. Per questo, la vera sfida per il Movimento per la Vita non è “elaborare un ennesimo diritto da comprendere nella Dichiarazione universale dei diritti umani” quanto quella di “trovare un limite alla libertà in una cultura che ha un’enorme difficoltà a pensare che la libertà possa avere dei limiti”. Galli della Loggia avverte: “La cultura della libertà non può vivere di se stessa, non può situarsi fuori di una dimensione morale perché finisce per annullarsi e per creare scenari disumanizzanti”.