LETTURE: I PROGRAMMI TV STRAPPALACRIME E “LA PIETA DEL GIORNO DOPO”

Non e un sentimento nobile come la compassione – data dal condividere dolori e gioie di chi presenta il proprio fatto privato in televisione – ma piuttosto una sorta di “pieta del giorno dopo, pieta da necrologi”, quella presentata da alcuni programmi televisivi strappalacrime. Ad affermare questa tesi e un’inchiesta di “Letture”, il mensile dei Paolini, che analizza il fenomeno della “televisione del dolore” cercando di capire i perche di tanto successo. Osservando quattro programmi televisivi in onda nel marzo ’98 (Accadde domani; Stranamore; Carramba, che sorpresa!; Chi l’ha visto) e confrontando i dati Auditel, gli autori dell’articolo hanno potuto constatare come il pubblico fosse tendenzialmente “femminile, adulto, di area meridionale”. Secondo “Letture” i programmi propongono allo spettatore una fruizione “di tipo partecipativo e compassionevole”, e a volte alcuni raggiungono anche “livelli ansiogeni”. Spesso “la leva del programma sembra essere quella della compassione, per poi svelarsi essere la piu solenne, cerimoniosa, morbosa, curiosita da condomini”. Chi accende la tv entra “in un rapporto diretto, empatico, con uno sconosciuto che racconta la sua infelicita” e la televisione “offre cosi delle pareti domestiche alla gente”: “Si diventa come dei fedeli di questa religione sociale della confidenza e compassione pubblica”. Il fatto in se non sarebbe negativo, affermano gli articolisti, se non nascesse il “sospetto” che queste trasmissioni restino invece “ferme ad un’immaginazione mortuaria, il cadavere fermo sul pavimento, il racconto dell’accaduto, la riconciliazione che e sempre, per forza di cose, postuma”. In sintesi, “la realta presta le sue storie alla televisione e la televisione ce le restituisce come fantasmi”.” “” “