Il governo è prossimo ad approvare l’Indicatore di situazione economica, il cosiddetto “riccometro”, che permetterà di stabilire chi ha diritto ad alcune prestazioni dello Stato sociale, come l’esenzione dai ticket sanitari o la pensione sociale. Secondo Ugo Ascoli, preside della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Ancona, “l’impostazione di principio del ‘riccometro’ è condivisibile: l’idea di creare un filtro che consentisse di concentrare le risorse dello Stato sociale sulle persone che ne hanno maggiormente bisogno”. Ma, secondo il docente, il perseguimento di questo obiettivo si scontra con due ostacoli: “La difficoltà di valutare le diverse situazioni economiche dei potenziali utenti dei servizi sociali e il problema dell’equità nella composizione del paniere dei redditi da considerare”. Ascoli teme che “si stia un po’ navigando a vista, con il pericolo che il ‘riccometro’ non raggiunga gli obiettivi prefissati”. Secondo il docente “bisogna fare scelte che semplifichino, senza pretendere di avere uno Stato che controlli tutto”. In proposito, spiega Ascoli, “ho in mente l’introduzione dell’Irap e le nuove modalità di tassazione dei redditi di impresa che, invece di semplificare, mi dicono che hanno complicato ulteriormente le modalità di imposizione fiscale”. L’economista auspica che “si riesca a raggiungere uno degli obiettivi sociali più importanti che ci si è proposti con l’introduzione del ‘riccometro’: la tutela delle famiglie con figli, a cominciare da quelle monoreddito”.