Sembrano in apparenza dati contrastanti quelli diffusi dall’Osservatorio religioso del Triveneto, circa la religiosità giovanile. Infatti, come ha spiegato il sociologo Alessandro Castegnaro, che collabora con l’Osservatorio, solo il 15% dei giovani parteciperebbe regolarmente alla messa, come pure meno di uno su quattro pregherebbe con una certa costanza. La religione nella scala dei valori si trova collocata al penultimo posto, dato che viene confermato da una recente inchiesta condotta dai Salesiani attraverso le proprie strutture di orientamento (Cospes). Tuttavia, fa notare l’Agirt, agenzia di informazione delle diocesi del nord-est, ai ragazzi frequentano la parrocchia e il catechismo. I direttori degli uffici catechistici sentiti dall’agenzia sono concordi nel ritenere che una larga maggioranza dei ragazzi sui tredici-quattordici anni (fino al 90% in alcuni casi) sia presente con regolarità agli incontri catechistici. “A contatto con i giovani – spiega don Nico Dal Molin, psicologo e direttore del centro diocesano vocazioni di Vicenza – non si cessa mai di stupirsi. Forse la visione che di loro, hanno gli adulti, non rispecchia il desiderio di profondità e di interiorità che oggi molti ragazzi portano con loro in maniera poco ostentata”. Un altro indicatore che, nonostante la scarsa frequenza alla messa, i giovani sono comunque attenti e a modo loro partecipi, è dato dalle testimonianze raccolte tra i catechisti del Triveneto. In totale sono circa 30 mila persone, soprattutto donne tra i 30 e i 40 anni, che parlano sì di “soggettivismo” dei ragazzi, ma anche di loro disponibilità e apertura.