“Il carcere di Savona si trova in una situazione insostenibile e disumana e la città mi sembra ignorare il problema”. E’ quanto afferma mons. Dante Lafranconi, vescovo di Savona-Noli, che nell’omelia di stasera in cattedrale, per la Messa del Mercoledì delle Ceneri, affronterà il problema del sovraffollamento della casa circondariale “Sant’Agostino” di Savona, da lui visitata lunedì scorso. Secondo il vescovo, “un carcere come quello di Savona non risponde a un criterio di giustizia ed è auspicabile una sistemazione più umana dei carcerati”. “Il carcere di Savona – spiega il cappellano, don Gianmarco Grappiolo – pur nelle sue piccole dimensioni, riflette il problema del sovraffollamento, comune a molti grandi penitenziari italiani”. L’ex convento di S. Agostino, infatti, ospita circa 60 detenuti in attesa di giudizio, che rimangono nel carcere “mesi o anni”, per poi essere trasferiti altrove per il giudizio definitivo. “In celle di 4 metri per 4 – continua don Gianfranco -, con soffitti bassi e finestre molto piccole, vivono da 4 a 10 persone”. Un recente protocollo d’intesa fra regione Liguria e Ministero di Grazia e Giustizia, informa una nota della diocesi, propone “l’edificazione di nuove strutture carcerarie nel territorio regionale”.