“SENZA GIUSTIZIA NON CI SARÀ VERA PACE PER IL CHIAPAS”

Lo sottolinea mons. Raùl Vera Lopez della diocesi di San Cristobal in Chiapas giunto a Roma per partecipare ad un incontro organizzato dalla Caritas internationalis allo scopo di discutere sulla situazione dei diritti umani in Colombia e in Messico. “In Chiapas – racconta a mons. Lopez il dialogo è fermo. L’eccessiva militarizzazione non da fiducia agli indios nei confronti del governo. La comunità europea può fare molto per spingere le autorità locali a rispettare le culture indigene e ad assumere concretamente gli impegni presi a San Andres. Fino ad oggi gli indios sono stati trattati come persone di seconda classe. E’ tempo che i loro diritti corrispondano a quelli di un vero messicano”. La sfida della Chiesa in questa terra, spiega padre Alberto Athié, direttore della Caritas messicana, “è quella di conciliare l’uguaglianza dei diritti dell’uomo con la diversità delle culture: rivendicare i valori delle diverse culture nel mondo globalizzato significa difendere al tempo stesso il concetto di unità dei diritti fondamentali della persona”. “E’ necessario che la comunità internazionale si mostri solidale con i paesi latino-americani” ha messo in evidenza il presidente della conferenza episcopale colombiana, arcivescovo Alberto Giraldo Jaramillo. “La nostra nazione ha spiegato l’arcivescovo di Medellin appare moralmente ammalata, nella sua cultura non risaltano il senso della vita e dei valori cristiani. Al dramma dei poveri e della violenza dobbiamo aggiungere quello di un milione di colombiani scacciati dalle proprie terre. Di fronte a tutto questo si rafforza il ruolo evangelizzatore della Chiesa per realizzare una cultura della pace”.