Don Mario Picchi, fondatore del Ceis (Centro italiano di solidarietà) commenta il rapporto ’97 dell’organo internazionale per il controllo della droga (Incb) delle Nazioni Unite. Secondo don Picchi, l’aspetto più importante messo in evidenza dal rapporto Onu è l’invito a “ridurre la domanda”. “Se riuscissimo a derubare meno i popoli coltivatori della droga che vivono nella miseria – spiega -, sarebbero dei mercanti meno attivi di oggi. Per fare questo bisogna eliminare le disuguaglianze sociali e le situazioni di disagio che alimentano questa domanda”.Don Picchi denuncia una scarsa attenzione, in Europa ed America, al problema della diffusione delle droghe sintetiche, che vengono ritenute responsabili di “effetti irreversibili sulla psiche”. “C’è il rischio di avere una generazione futura offesa nella capacità di essere autonoma – afferma il sacerdote -. Perciò il problema va affrontato a livello scientifico e con grande impegno”. In merito alla “somministrazione controllata di eroina”, legata alle politiche di “riduzione del danno”, don Picchi sostiene che “riduzione del danno non significa resa contro la droga, ma usufruire di tutti gli strumenti possibili per evitare che una persona si danneggi ulteriormente”. Tuttavia don Picchi ritiene che in Italia “sia difficilmente fattibile un discorso di eroina controllata”, pur dichiarandosi disposto a ricercare “tutte le possibili strade per evitare che una persona muoia”.