LA VIOLENZA NELLO SPORT È UNA “PROVOCAZIONE” ANCHE PER LA CHIESA

E’ quanto fa notare don Luigi Guglielmoni, consulente dell’Ufficio Cei per la pastorale dello sport, in una dichiarazione al Sir in margine agli incidenti avvenuti ieri tra tifosi di calcio di diverse città d’Italia. Denunciando “una tendenza che si va estendendo a varie attività sportive e non solo nella massima divisione”, l’autore dell’articolo fa notare che “forse è giunta l’ora che l’intera comunità cristiana si ponga più seriamente questo problema, non tanto dal punto di vista tecnico, ma per la formazione delle coscienze”. In particolare, spiega don Guglielmoni, “non si tratta di demonizzare lo sport, che è una delle espressioni della dignità e socialità umana, ma di evitare che sia trasformato in idolo”. Un fatto che fa riflettere, secondo don Guglielmoni, è che “la quasi totalità dei giovani coinvolti in queste azioni di guerriglia urbana sia da poco usciti dalle aule di catechismo”. Di qui la domanda: “Cosa incide l’itinerario di iniziazione cristiana nella preparazione alla vita? Quale spazio ha la trattazione dello sport negli attuali catechismi? E ancora: nella ‘Giornata della vita’ accanto al “no” all’aborto deve essere il “no” alle forme di attentato alla vita, nella quotidianità, sport compreso!”.