IMMIGRAZIONE: CARITAS E MIGRANTES, LEGGE BUONA MA SERVE UNA SANATORIA (2)

Secondo i due organismi della Chiesa italiana “va dunque tenuto conto del sicuro effetto devastante di una sistematica espulsione quando si avanza il timore che una nuova sanatoria non troverebbe favorevole l’opinione pubblica e potrebbe incoraggiare il ‘richiamo’ di altri irregolari”. Senza voler “minimizzare questo rischio” si ricordà però che “senza sanatoria la legge partirebbe con il piede sbagliato o rischierebbe addirittura di impantanarsi in un cumulo di pastoie che sull’opinione pubblica e sulla politica migratoria non avrebbero un effetto meno negativo”.Tra le “incertezze e le zone d’ombra” vengono segnalati invece gli aspetti relativi alle espulsioni, “che in troppi casi sono immediate, senza possibilità di ricorso, e i respingimenti alla frontiera. Per lo straniero da espellere – suggeriscono – bisogna infatti prevedere la possibilità di ricorso ‘sul posto’ tenuto anche conto del suo grado di inserimento sociale, familiare e lavorativo”. Altri aspetti negativi sono “l’eccessiva discrezionalità sul non rinnovo e sulla revoca dei permessi di soggiorno, come non sufficientemente tutelata è pure la stabilità della carta di soggiorno”. E’ come se si fosse “in balìa di ‘requisiti’ non chiaramente definiti dalla legge”. Caritas e Migrantes concludono auspicando che “le vicende migratorie del nostro tempo possano essere per tutti occasione di apertura e di confronto con l’altro, in un’ottica di reciproca accoglienza e valorizzazione”.