Il premio Nobel per la letteratura 1997, Dario Fo, è giunto questa mattina a Strasburgo, dove è in corso la sessione plenaria del Parlamento europeo, per lanciare la campagna contro la direttiva europea sulla protezione delle invenzioni biotecnologiche. La direttiva, approvata dal Consiglio dei ministri dell’Unione europea il 27 novembre scorso, consente, a particolari condizioni di brevettare sequenze genetiche e organismi geneticamente modificati. Su iniziativa del Gruppo Verde al Parlamento europeo è stata organizzata una campagna europea per sollecitare una revisione di questa direttiva e Dario Fo è intervenuto a sostegno di questa campagna. Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la sede del Parlamento europeo a Strasburgo, Dario Fo ha denunciato “l’interesse del mercato” e delle “onnipresenti multinazionali” che hanno sostenuto l’approvazione di questa direttiva. La vita, ha detto Dario Fo, non è brevettabile e questa direttiva è “un insulto all’etica, all’intelligenza e alla logica”.Carlo Casini, parlamentare europeo e presidente del Movimento per la vita, replica così alle argomentasioni di Fo: “Si difendono gli animali e si continua a dimenticare l’embrione”. Secondo Casini la direttiva europea va migliorata ma non si può impedire di brevettare le invenzioni biotecnologiche: “Il brevetto – spiega Casini – va considerato uno strumento per incentivare la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, per evitare che le scoperte, che sono alla base delle invenzioni, vengano tenute segrete. Infatti, nel momento in cui si chiede il brevetto, bisogna descrivere l’invenzione e in questo modo tutto il mondo scientifico può venirne a conoscenza. Mentre lo sfruttamento economico è riservato, per un periodo di tempo determinato, a chi ha sostenuto le spese per la ricerca”. Casini deplora, invece, che nella direttiva approvata il 27 novembre scorso manchi il divieto a brevettare metodi di ri cerca e sperimentazione “che utilizzano embrioni umani”.